a cura di Alessandra Sirugo e Cristina Fenu

Un'immagine illustrativa del Manoscritto di maestro martino

Un’immagine illustrativa del Manoscritto di maestro martino

Maestro Martino da Como nel XV secolo è il primo chef a inventare pietanze “a lunga conservazione” come il pasticcio di selvaggina e i maccheroni siciliani. Dà prova della sua creatività con la ricetta della mostarda e delle polpette, ma insegna anche a suscitare stupore e meraviglia tra i commensali con il «pasticcio volativo».
Il trattato rinascimentale di Platina, di cui è esposto nel Museo petrarchesco piccolomineo l’incunabolo stampato a Cividale da Gerardo di Fiandra nel 1480, traduce in latino proprio il testo del ricettario di Maestro Martino. Non poteva essere più indovinata allora la conversazione dal titolo “Maestro Martino Principe dei Cuochi” offerta da Federica Fanizza, responsabile della Biblioteca di Riva del Garda, che possiede il manoscritto di Martino da Como. Autrice di importanti contributi agli aspetti della cultura umanistica nelle terre del Lago di Garda (sec. XVI) e alla storia della gastronomia, il Museo avrà ospite la studiosa nell’ambito degli “Incontri di Approfondimento” dedicati alla mostra sulla cucina medevale e rinascimentale, venerdì 29 gennaio alle 17.30 presso la sala Costantinides del Civico Museo Sartorio.
Proseguono intanto le visite guidate alla mostra in corso in via Madonna del mare (3. piano).

Le prossime si svolgeranno giovedì 28 gennaio, a cura dell’Associazione Cittaviva, alle 17 e sabato 30 gennaio, a cura di Alessandra Sirugo, alle 11.

La mostra, ad ingresso libero, è aperta da lunedì a sabato dalle 9 alle 13; giovedì anche dalle 15 alle 19. Si prenotano visite didattiche per le scuole e per per gruppi turistici.

informazioni: 040/6758184 o 040/6758277; e-mail: museopetrarchesco@comune.trieste.it

aggiornamenti sul sito www.museopetrarchesco.it e sul profilo Facebook del Museo petrarchesco piccolomineo.