L’amicizia tra Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio

Domenico Rossetti (1774-1842) e Attilio Hortis (1850-1926) compresero e valorizzarono l’eccezionale esperienza intellettuale di Francesco Petrarca (1304-1374) e di Giovanni Boccaccio (1313-1369). Il rapporto tra i due umanisti, ricostruibile attraverso le testimonianze giunte fino a noi della loro corrispondenza epistolare, è il fil rouge della mostra, incentrata sulla seconda fase dell’attività letteraria di Giovanni Boccaccio, quando – già autore acclamato del Decameron – incontrò Francesco Petrarca a Firenze nel 1350. Dopo quell’esperienza si dedicò a diffondere i valori della cultura classica greca e latina, illustrando nella Genealogia degli dei dei pagani, nei Casi degli uomini illustri e nelle Vite delle donne famose le personalità più note dell’antichità, con informazioni desunte dalle fonti greche e latine.

Genealogia di Oceano

Genealogia di Oceano da G. Boccaccio, La genealogia degli dei dei pagani. Sui monti e i boschi, le fonti, i laghi
Venezia, Ottaviano Scoto e Boneto Locatelli , 23 febbraio 1494
Biblioteca civica “A. Hortis”, Trieste Inc. 3-95

Tra i libri acquisiti alle loro collezioni da Rossetti e Hortis, e poi generosamente trasmessi alla città, possiamo stupirci per il respiro internazionale delle loro ricerche bibliografiche, testimoniate da edizioni tedesche, inglesi, francesi. In mostra quattro incunaboli della Genealogia degli dei dei pagani, il testo di Boccaccio più apprezzato nel XV secolo, e fra esse la prima – del 1472 – con il commento dell’umanista triestino Rafffaele Zovenzoni (1434–1485). Spiccano inoltre edizioni del Decameron francesi e tedesche, arricchite di vivaci illustrazioni xilografiche, impresse nel XVI secolo. Particolarmente interessante l’edizione in inglese de I casi degli uomini illustri, uscita dalla tipografia londinese di Richard Tottel nel 1554.

Visitando l’esposizione – aperta al mattino, dal lunedì al sabato e il giovedì pomeriggio fino al 7 gennaio 2015 – è possibile ripercorrere idealmente l’amicizia intellettuale tra Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, compiendo nel contempo un itinerario tra i tesori bibliografici della più antica e ricca biblioteca della città.
Nell’occasione il percorso museale si presenta arricchito da due globi: terrestre e celeste, realizzati dal britannico Nathaniel Hill nel 1758, e dal dipinto del secondo Seicento che raffigura l’Allegoria della Famiglia Piccolomini che, appartenenti già al patrimonio del Museo, sono tornati alla loro integrità originaria. Oggetto di due tesi di diploma della Scuola di Restauro di Villa Manin di Passariano, le opere sono state restaurate a titolo gratuito dagli allievi e dai docenti della “Scuola” appartenente alla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.

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